Intervento del cittadino Salvatore Vitale: Nessuna accusa di mafia, Manca il coraggio.

Riportiamo qui sotto l’intervento del cittadino Salvatore Vitale, in merito alle risposte fornite dall’Amministrazione di Montecchio Emilia in merito alle parole del Preidente del Tribunale di Reggio Emilia e del Questore di Reggio Emilia, delle prese di posizione del MoVimento 5 Stelle attraverso l’On Maria Edera Spadoni e del Consigliere Comunale di Montecchio Emilia del M5S, Mauro Caldini

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Si salvi chi può.
A Montecchio & in Emilia, La mafia non c’è.
Non ho mai visto nessun uomo con i baffi appoggiato negli spigoli delle case con la coppola.
Intanto a Modena Il 19 settembre scorso è stato presentato, presso il Municipio, il primo rapporto trimestrale sulle mafie nelle aree settentrionali, curato dall’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università di Milano, alla presenza dalla presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi.
Dai dati emersi si evince che le province di Modena e Reggio sono tra le aree con la più alta densità mafiosa, aree “in cui si riscontrano singolari atti intimidatori e sospetti rapporti tra crimine organizzato e politica locale“.
Torniamo alla vicenda.
Dopo l’aggiudicazione dell’appalto (aggiudicazione provvisoria) l’ente appaltante (il comune) deve richiedere i documenti all’impresa aggiudicatrice, che li aveva forniti in autocertificazione.
Il Comune ha tempo fino alla scadenza della fidejussione per aggiudicare l’appalto in modo definitivo, in oltre richiede il DURC all’inps e il certificato antimafia alla prefettura di competenza dell’aggiudicatario, dopo trenta giorni se la prefettura non risponde scatta il silenzio assenso.
Quindi formalmente il comune ha eseguito la procedura. Perché ha chiesto il certificato antimafia alla prefettura di competenza dell’aggiudicatario, lo ha chiesto tre volte!!!. Anche dopo l’aggiudicazione definitiva.
Cosa poteva fare in più? ………… ha fatto il proprio dovere, ha rispettato le leggi.
Doveva fare una sola cosa, pretendere il certificato prima di aggiudicare definitivamente l’appalto.
Il dubbio doveva sorgere dopo la prima richiesta e la prefettura non aveva risposto, ma perché non risponde, se l’azienda è sana e pulita.
RIPORO UNA PARTE DEL COMUNICATO del 22/09/19 del comune.
Perché il punto è questo: il Comune di Montecchio Emilia applica le leggi ed è impegnato, come tanti altri Comuni, a prevenire e combattere possibili infiltrazioni mafiose nel settore dei lavori pubblici sia applicando, appunto, le leggi esistenti sia dando piena attuazione al Protocollo d’Intesa per i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei settori degli appalti e dei lavori pubblici sottoscritto con la Prefettura di Reggio Emilia nel gennaio 2012.

La criminalità non si combatte con i protocolli d’intesa, con la presentazione di libri sulla mafia o rispettando le regole.
OCCORRE CORAGGIO.
Salvatore Vitale.